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Mr Pic su Viaggi – Il Messaggero

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La rubrica Viaggi de Il Messaggero parla del’azienda Carmazzi, citata tra le eccellenze dell’argricoltura italiana che si sono attivate con successo nella produzione di varietà vegetali non autoctone, come nel caso dei peperoncini Mr Pic. Di seguito l’articolo: Il cous cous a Ferrara, il riso del sushi in Piemonte. Quando il cibo etnico si produce in Italia di Alessandra Ianniello Quando si parla di cous cous la mente corre subito all’Africa, alle dune del Sahara, alle donne che pazientemente impastano la semola con gesti antichi. Ebbene, se questo è il folklore, la realtà dei fatti è un’altra. Dimentichiamoci l’Africa e guardiamo più vicino a noi, precisamente ad Argenta (in provincia di Ferrara). Qui ci sono gli stabilimenti di Bia, il primo produttore al mondo di cous cous. La sua è una storia di riconversione di successo, da un pastificio tradizionale con qualche problema, è diventato un leader di mercato che esporta i suoi prodotti anche in Nord Africa. «Come viaggiano le persone – spiega Chef Kumalé, giornalista gastronomade – così viaggiano gli ingredienti. Con l’uso quotidiano diventano poi patrimonio delle terre d’immigrazione. Pensiamo solo che cosa sarebbe la cucina italiana se avessero vietato a Colombo di portare dall’America patate, pomodori e mais». E che dire del riso per il sushi coltivato in provincia di Alessandria? Infatti la Riseria Monferrato esporta in gran parte dell’Europa il suo riso varietà Shinode che cresce florido grazie all’aria che arriva dal Monte Rosa e dal suolo fertile della Pianura Padana. Più a sud, in Puglia, invece, Andrea Suriano, giovane imprenditore agricolo di Foggia, ha cominciato a coltivare prodotti etnici destinati prevalentemente agli stranieri, dallo zenzero alla cannella dalla curcuma al coriandolo. Chi invece si è specializzato nella produzione del peperoncino è un coltivatore di Torre del Lago (in provincia di Lucca). Grazie alla sua collezione di oltre 800 tipi di peperoncini provenienti da tutto il mondo (dal Demetra del Sud America all’Habanero Red del New Mexico fino al Cayenna del Marocco e il Dark Green del Vietnam), Marco Caramazzi collabora con l’Accademia del Peperoncino per organizzare il “Peperoncino Day” che si tiene a Viareggio (quest’anno dal 22 al 24 agosto). «Soddisfare le richieste degli stranieri in Italia – continua lo chef – può essere la chiave di volta per superare la crisi. Basti dire che, mediamente, un chilo delle verdure italiane costa 1 euro mentre il prezzo di quelle straniere arriva anche a 4». Nonostante il prezzo (che rimane comunque concorrenziale rispetto alle verdure d’importazione) le massaie indiane, bengalesi e marocchine sono soddisfatte di mettere in pentola verdure di casa” fresche. Esempio il cavolo cinese (bianco e dalla forma allungata) e il cavolo pachoi (una varietà scura, simile alle coste) che Giorgio Scotti coltiva a Mediglia, a pochi chilometri dal capoluogo lombardo. Mentre a Carmagnola (in provincia di Torino) un gruppo di contadini cinesi si sono consorziati per coltivare il cavolo pakcioi, la tiángu&#257

Azienda

L’Azienda Agricola Carmazzi pratica la coltivazione biologica dal 1989 e ha ottenuto nel corso degli anni diverse prestigiose certificazioni di qualità.

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